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I fondi comuni di investimento

I fondi comuni di investimento sono veicoli di investimento collettivo gestiti da società di gestione del risparmio (SGR) o gestori di fondi.

Strumenti & CostiLettura 10 minAggiornato a luglio 2026

In sintesi

  • I fondi collocati in Italia sono tra i più costosi d'Europa: i costi spiegano gran parte dei risultati deludenti.
  • Il confronto giusto è con l'indice di riferimento, al netto dei costi, su più anni.
  • Prima di tenere o vendere: una verifica indipendente, fondo per fondo.

La società di gestione raccoglie denaro da investitori individuali e istituzionali e lo investe in una varietà di attività, in conformità con gli obiettivi di investimento specifici del fondo; è responsabile della gestione del portafoglio, della selezione degli asset e dell’esecuzione delle operazioni. I fondi sono strutturati in comparti, ciascuno con obiettivi e strategie specifici: gli investitori acquistano quote di questi comparti e diventano proprietari proporzionali delle attività del fondo. Sono popolari perché offrono diversificazione del rischio, gestione professionale del portafoglio e accesso a mercati e strategie altrimenti difficili da raggiungere.

Vantaggi

  • Diversificazione: possedere una piccola parte di una vasta gamma di strumenti, riducendo il rischio del singolo investimento.
  • Gestione professionale: operatori esperti gestiscono attivamente il portafoglio.
  • Accesso ai mercati globali: anche a opportunità fuori dal mercato domestico.
  • Facilità di investimento: più semplice rispetto all’acquisto diretto di titoli.

Svantaggi

  • Costi: spese e commissioni, tra cui commissioni di gestione, di performance, di ingresso e di uscita, commissioni di negoziazione e spese amministrative.

Le commissioni sui fondi comuni pagate al gestore

I fondi comuni sono gravati da alcune commissioni. La commissione di gestione è quella che il gestore incassa per la gestione e l’amministrazione del fondo, calcolata come percentuale del patrimonio, e in genere varia tra lo 0,5% e il 2% annuo. Le altre commissioni non sono sempre presenti, ma dipendono dal fondo: la commissione di performance può essere incassata se il gestore supera un determinato benchmark o obiettivo di rendimento; la commissione di ingresso, quando prevista, viene addebitata all’acquisto delle quote e la commissione di uscita alla vendita. È importante leggere attentamente il prospetto informativo prima di investire, per comprendere tutte le commissioni applicabili.

I costi sugli investimenti possono impattare in modo significativo sul patrimonio: sono una variabile importante del rendimento a lungo termine e possono ridurne in modo rilevante il risultato complessivo. Approfondimento: Impatto dei costi sugli investimenti nel lungo periodo.

Due concetti importanti: il benchmark e il TER

Il benchmark e il TER (Total Expense Ratio) forniscono agli investitori una cornice di riferimento per valutare prestazioni e costi di un fondo.

Il benchmark

Il benchmark di un fondo è un indice (o una serie di indici) usato come punto di riferimento per valutarne le prestazioni: serve a determinare se il fondo ha superato o meno il suo obiettivo di investimento nel tempo. Ad esempio, se un fondo azionario globale ha come obiettivo battere il mercato azionario globale, il suo benchmark potrebbe essere il MSCI World Index: se genera rendimenti superiori all’indice, si ritiene che abbia superato il benchmark.

Il TER (Total Expense Ratio)

Il TER è una misura dei costi totali associati alla gestione del fondo, espressi come percentuale del patrimonio totale. Comprende tutte le spese per gestire e operare il fondo (commissioni di gestione, spese amministrative, commissioni di distribuzione e altre). Fornisce una visione chiara dei costi impliciti nel possesso del fondo e può influenzare significativamente il rendimento netto nel tempo: va considerato insieme alle prestazioni passate e previste.

Il resoconto dei costi MiFID

Il resoconto dei costi MiFID è un documento redatto dalla propria banca che fornisce dettagli sui costi relativi agli investimenti in portafoglio, introdotto per migliorare la trasparenza. Per ottenerlo è sufficiente contattare la banca, che è tenuta a fornirlo. Dovrebbe includere: commissioni di gestione, spese di transazione, commissioni di performance e altri costi. È fondamentale per valutare se i servizi finanziari ricevuti sono convenienti e per prendere decisioni informate.

Come valutare i fondi: quali creano valore?

Per determinare quali fondi creano valore, occorre considerare:

  • Performance storica, tenendo presente che le performance passate non garantiscono risultati futuri: esaminare il comportamento in diverse condizioni di mercato e confrontarlo con il benchmark.
  • Strategia di investimento: capire quali attività il fondo detiene e se la strategia è in linea con gli obiettivi.
  • Costi e commissioni: i fondi con costi più bassi tendono a ridurre l’impatto negativo sul rendimento.

Capacità dei gestori di battere il benchmark

È un tema cruciale e dibattuto. I gestori attivi sostengono che la loro abilità nel selezionare titoli e nel tempismo di mercato può generare rendimenti superiori a un indice passivo; i sostenitori dell’investimento passivo affermano che i costi inferiori di ETF e fondi indicizzati annullano qualsiasi vantaggio potenziale dei fondi attivi. Le analisi SPIVA mostrano, per diverse aree geografiche e tipologie di fondo, la percentuale di fondi che ha battuto il proprio benchmark su diversi orizzonti temporali: la percentuale di fondi che hanno sotto-performato è elevata e cresce all’aumentare dell’orizzonte temporale. In sintesi, la maggior parte dei fondi non riesce a battere il proprio benchmark nel lungo termine.

Inoltre, secondo un articolo di Morningstar, in Italia le spese mediane sui fondi sono tra le più alte al mondo; e i costi mediani non raccontano tutto, perché alcuni investitori hanno prodotti con TER molto più elevati (fondi di fondi, o share class dello stesso fondo con fee più alte).

ETF o fondi comuni

Gli ETF e i fondi comuni sono entrambi prodotti che consentono di diversificare il portafoglio e di accedere a una vasta gamma di titoli con un solo investimento.

Differenze ed elementi comuni

  • Struttura: gli ETF sono negoziati in borsa come azioni; i fondi comuni si acquistano e vendono tramite la società di gestione.
  • Prezzo: il prezzo degli ETF varia durante la giornata; quello dei fondi comuni è calcolato una volta al giorno, alla chiusura.
  • Costi: gli ETF tendono a costare meno, avendo meno spese di gestione e distribuzione.
  • Fiscalità: gli ETF sono tassati come i fondi comuni.
  • Diversificazione: entrambi offrono un portafoglio diversificato di titoli.
  • Gestione: gli ETF sono in prevalenza strumenti passivi; i fondi comuni sono gestiti da professionisti.
  • Trasparenza: entrambi sono soggetti a regolamentazione e tenuti a fornire informazioni in modo trasparente.

Perché convertire i fondi comuni in ETF

  • Liquidità: gli ETF si comprano e vendono durante l’orario di mercato come le azioni, mentre i fondi comuni sono prezzati una volta al giorno.
  • Bassi costi: in genere gli ETF hanno commissioni di gestione più basse.
  • Maggiore trasparenza: gli ETF pubblicano quotidianamente posizioni e performance; i fondi comuni con minore frequenza.
  • Diversificazione: gli ETF offrono diversi livelli di diversificazione, aiutando a mitigare il rischio di un singolo titolo o settore.

In conclusione

I fondi comuni non sono buoni o cattivi in assoluto: la differenza la fa il singolo fondo. Le medie («la maggior parte non batte l'indice») servono a capire il quadro, ma la decisione va presa fondo per fondo: quanto costa davvero (TER alla mano) e come si è comportato rispetto al suo benchmark, al netto dei costi, su più anni. È esattamente qui che serve un consulente indipendente — che non guadagna nulla dal collocarvi un prodotto — per valutare il vostro caso specifico, senza generalizzazioni.

Fondo attivo collocatoETF equivalente
Costi correnti tipici1,5% – 2,5% l'anno0,1% – 0,4% l'anno
Come si compraCollocato da banca o reteIn Borsa, come un'azione
Trasparenza del prezzoValore quota a fine giornataPrezzo continuo in tempo reale
ObiettivoBattere il mercato (raramente riesce, al netto dei costi)Replicare il mercato, al minimo costo
Retrocessioni alla reteSì, di normaNo
Confronto indicativo tra un fondo azionario collocato e un ETF sulla stessa categoria.

Domande frequenti

Come faccio a sapere se il mio fondo è caro?

Confrontate il suo TER con quello di un ETF sulla stessa categoria: se la differenza supera il punto e mezzo percentuale, chiedetevi (e chiedete) cosa la giustifica. Il KID e il rendiconto MiFID vi danno tutti i numeri.

Vendere un fondo in perdita per passare a un ETF conviene?

Dipende da costi di uscita, situazione fiscale e alternativa concreta: a volte sì, a volte conviene attendere. È esattamente il tipo di valutazione da fare con un’analisi indipendente, caso per caso.

I fondi comuni sono sicuri?

Come struttura sì: il patrimonio del fondo è separato per legge da quello della società di gestione. Il valore delle quote, naturalmente, segue i mercati in cui il fondo investe.

Cosa succede ai miei soldi se la società di gestione fallisce?

Il patrimonio del fondo è separato per legge da quello della società: in caso di problemi della SGR, il fondo viene trasferito ad altro gestore o liquidato restituendo il valore delle quote. Il rischio di mercato resta; quello di “sparizione” no.

Fondi a cedola: sono una buona idea?

Dipende da cosa c’è dietro la cedola: se distribuisce più di quanto il fondo rende, sta restituendo capitale sotto forma di rendita apparente. Verificate sempre nel prospetto se la cedola è coperta dai proventi o intacca il capitale.

Fonti e riferimenti utili: S&P Dow Jones — SPIVA, Morningstar Italia. Queste informazioni hanno scopo educativo e carattere generale: non costituiscono consulenza personalizzata. La situazione di ognuno è diversa — per decisioni concrete, verificate sempre il vostro caso specifico con un professionista.

Dalla teoria alla pratica

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