Undici situazioni in cui serve un consulente finanziario indipendente
Il lavoro di un consulente finanziario indipendente si capisce meglio dalle situazioni che dalle definizioni. I momenti ricorrenti nella vita di un patrimonio: cosa succede, e perché non va bene. Se vi riconoscete, parliamone.
La vendita dell'azienda o di un immobile
La situazioneLa cessione dell'azienda, o la vendita di un immobile importante: sul conto arriva una somma mai amministrata prima. Le proposte arrivano subito, da più parti; la paura di sbagliare porta a due errori opposti: lasciare tutto fermo, o dire sì alla prima soluzione proposta.
Il nostro approccioQuel capitale va governato come farebbe un family office — con una guida indipendente, senza prodotti propri da proporre. I vantaggi di un family office esterno sono concreti: costi più bassi, flessibilità, un metodo ordinato. E soprattutto: imparate a capire il vostro patrimonio, invece di affidarlo al buio. La guida completa →
Consulenza Patrimoniale →Più banche, nessuna visione d'insieme
La situazioneAnni di rapporti diversi hanno accumulato fondi, polizze e gestioni che si sovrappongono. Tre report non confrontabili, costi complessivi mai calcolati, esposizioni duplicate: ogni banca vede solo il suo pezzo.
Il nostro approccioServe una fotografia unica di tutto il patrimonio, un'analisi value for money strumento per strumento e una reportistica consolidata su tutti gli istituti. Le banche restano — cambia chi guarda l'insieme, nel vostro interesse. Come si consolida: la guida →
Check-up del portafoglio →Un'eredità, all'improvviso
La situazioneUn'eredità porta tutto insieme — titoli mai scelti, immobili, polizze di decenni fa — in un momento emotivamente difficile, mentre ognuno spinge per «investire subito» nei propri prodotti.
Il nostro approccioServe qualcuno che stia dalla vostra parte: un professionista pagato solo da voi. Nessuna fretta — prima l'inventario di ciò che è arrivato, poi cosa tenere e cosa lasciare, a mente fredda e con un alleato al fianco. La guida completa →
Check-up del portafoglio →Trasmettere ai figli, non solo lasciare
La situazioneIl patrimonio c'è — investimenti, immobili, magari quote d'azienda — ma nessuno ha mai disegnato come passerà ai figli. Ogni rinvio aumenta i rischi: fiscalità non pianificata, eredi impreparati, decisioni prese in emergenza.
Il nostro approccioIl tema è come pianificare la successione: mappare il patrimonio, coinvolgere gli eredi per tempo, ottimizzare la fiscalità del passaggio. Con un'attenzione particolare alle polizze — spesso vendute come lo strumento «magico» per trasmettere, ma da guardare nei costi e nei vincoli prima di affidargli il passaggio. La guida al passaggio generazionale →
Piano di Investimento →Troppi soldi fermi sul conto
La situazioneAnni di risparmio hanno lasciato una liquidità importante ferma «in attesa del momento giusto» — che non arriva mai. Intanto l'inflazione erode il valore ogni anno, e le proposte della banca non convincono.
Il nostro approccioPrima la riserva — quanta liquidità serve davvero per sicurezza e progetti — poi obiettivi e orizzonte per il resto, con un ingresso graduale, regole decise prima e una valutazione tattica del momento di mercato. E attenzione: stare liquidi o a basso rischio non significa BTP, obbligazioni della propria banca o soldi fermi sul conto — anche la parte prudente si costruisce con gli strumenti giusti.
Consulenza Patrimoniale →La polizza venduta come investimento
La situazioneI primi risparmi importanti, e la banca propone «una soluzione che protegge e investe insieme»: una polizza unit linked. Costi oltre il 3% l'anno, penali di uscita per anni, rendimento che non arriva.
Il nostro approccioPrima l'analisi onesta della polizza — costi totali, penali, cosa contiene davvero — poi la scelta: uscire, aspettare la scadenza delle penali, o sospendere. Protezione e investimento vanno separati, ciascuno con lo strumento giusto.
Analisi di singoli strumenti →Tanti prodotti, poca diversificazione
La situazioneSulla carta il portafoglio sembra diversificato: dieci fondi, nomi e gestori diversi. Dentro, comprano quasi tutti le stesse cose — stessi mercati, stessi titoli. Quando il mercato scende, scende tutto insieme.
Il nostro approccioTanti prodotti non è diversificare. Serve l'analisi delle sovrapposizioni, la misura del rischio reale dell'insieme e una diversificazione vera — per fonte di rendimento, non per numero di prodotti.
Check-up del portafoglio →Un cassetto pieno di certificati
La situazioneIl portafoglio è un catalogo di certificati: barriere, cedole condizionate, sottostanti mai sentiti, scadenze diverse. Nessuno sa dire quanto valgono, quanto rischiano, né perché sono stati comprati.
Il nostro approccioUna scheda per ogni certificato — struttura, barriera, emittente, valore, costi di uscita — e una mappa dei rischi. Poi un piano di uscita ordinato e un reinvestimento in un portafoglio che si può spiegare in una pagina.
Analisi di singoli strumenti →Pagare per entrare, pagare per uscire
La situazioneAnni di proposte accettate sulla fiducia: fondi con commissioni d'ingresso, prodotti con penali all'uscita. Ogni movimento costa, e proprio questo tiene tutto fermo dov'è.
Il nostro approccioIl conto completo — quanto è stato pagato per entrare, quanto costerebbe uscire — e un calendario delle penali. Poi un'uscita graduale verso strumenti senza vincoli, con la fiscalità sotto controllo.
Check-up del portafoglio →L'estratto conto al posto del report
La situazioneLa banca invia decine di pagine: un elenco di prodotti con i valori del giorno, mai riclassificato. Quanto rende il portafoglio? Quanto rischia? Quanto costa? Non c'è modo di saperlo.
Il nostro approccioUna riclassificazione completa e i quattro numeri che contano — rendimento contro benchmark, rischio, costi, esposizioni — in una vista che si legge in cinque minuti. Le decisioni si prendono sui numeri, non sulle impressioni.
Reportistica indipendente →Il report fatto bene si paga a parte
La situazioneLa banca già guadagna dai prodotti in portafoglio — eppure, per un report leggibile con rendimento, rischio e costi, chiede un canone in più. Si paga due volte: i prodotti, e poi il report per sapere quanto costano.
Il nostro approccioUna reportistica indipendente e riclassificata, consolidata su più banche e sempre disponibile — inclusa nell'affiancamento, mai un extra in fattura. Un report che lavora per chi lo legge, non per chi lo vende.
Reportistica indipendente →Volete capire la radice di questi problemi?
L'analisi completa dei problemi ricorrenti nei portafogli italiani — con i numeri e le cause.
Scenari illustrativi costruiti su situazioni ricorrenti: non si riferiscono a clienti specifici e non costituiscono promessa di risultato. Ogni situazione reale viene analizzata singolarmente.
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