Il consulente finanziario indipendente — la legge lo chiama «autonomo» — è un professionista iscritto in una sezione dedicata dell’Albo OCF con una regola precisa: può essere pagato solo dal cliente. Niente commissioni dai prodotti, niente incentivi da società terze. Vediamo cosa significa in pratica.
Come viene pagato un consulente indipendente?
Con una parcella, concordata prima e definita nel contratto — come un commercialista o un avvocato. Questo modello si chiama fee-only («solo parcella»). Il vantaggio non è il costo in sé: è l’allineamento degli interessi.
Cosa cambia in concreto per voi?
- Libertà di scelta — senza un catalogo da collocare, può raccomandare qualsiasi strumento: tipicamente quelli più efficienti, come gli ETF.
- Trasparenza totale — un solo costo, chiaro e concordato, invece di costi distribuiti dentro i prodotti.
- I soldi restano vostri — il consulente autonomo non custodisce il patrimonio: resta sulla vostra banca. Lui consiglia, voi decidete.
Quando ha più senso rivolgersi a un indipendente?
- Quando volete una seconda opinione su una proposta ricevuta, da qualcuno che non guadagna nulla dalla vostra decisione.
- Quando volete capire quanto costa davvero il vostro portafoglio attuale.
- Quando cercate un rapporto di lungo periodo con un unico interlocutore, remunerato solo per il consiglio.
Cosa dice la legge: MiFID II e l’Albo OCF
La figura del consulente autonomo non è un’invenzione di marketing: è definita dalla normativa europea (MiFID II) e da quella italiana. La legge distingue la consulenza «su base indipendente» da quella «non indipendente», e richiede a chi la presta su base indipendente due cose precise: valutare un’ampia gamma di strumenti disponibili sul mercato (non un solo catalogo) e non trattenere compensi da terzi. L’iscrizione alla sezione dei consulenti autonomi dell’Albo OCF certifica proprio questo assetto — con vigilanza, requisiti patrimoniali, obblighi assicurativi e di formazione.
Come lavora, in pratica, un consulente indipendente
Il rapporto tipico segue fasi ricorrenti — utili da conoscere per sapere cosa aspettarsi:
- Conoscenza e analisi — la vostra situazione completa, e la fotografia di ciò che possedete già: strumenti, costi, rischio.
- La proposta — obiettivi, strategia di investimento e preventivo della parcella: tutto nero su bianco, prima di iniziare.
- Le raccomandazioni — puntuali e motivate; siete voi a eseguirle presso la vostra banca, mantenendo il pieno controllo.
- Il monitoraggio — report periodici, verifiche del rischio, ribilanciamenti e disponibilità nei momenti difficili.
Indipendente e banca: si può lavorare con entrambi?
Certamente — e succede spesso. La banca resta indispensabile per il conto, il dossier titoli e l’esecuzione degli ordini; il consulente indipendente aggiunge il livello del consiglio, libero da logiche di catalogo. Molti clienti usano l’indipendente anche solo come seconda opinione periodica sul lavoro della propria banca: un controllo esterno che tiene tutti più attenti — ed è nel pieno interesse del cliente.
Quanto costa un consulente indipendente?
Una parcella concordata prima — spesso meno di quanto già esce, senza vederlo, dai costi dei prodotti (il confronto preciso si fa col rendiconto costi alla mano). Due proprietà contano più della cifra: la parcella è visibile e negoziabile, e non cresce quando comprate un prodotto piuttosto che un altro — quindi il consiglio non ha secondi fini economici.
Domande frequenti
Il consulente indipendente costa di più?
Si paga una parcella esplicita, quindi il costo si vede — ma di solito si sostituisce a costi maggiori e meno visibili dentro i prodotti. Il confronto va fatto sul costo totale: parcella + strumenti da una parte, costi dei prodotti dall’altra.
Devo spostare i miei soldi per lavorare con un indipendente?
No. Il patrimonio resta sulla vostra banca. Il consulente autonomo per legge non può custodire né movimentare i vostri soldi: fornisce raccomandazioni, l’esecuzione resta a voi.
Quanti consulenti indipendenti ci sono in Italia?
Ancora pochi rispetto ad altri Paesi: qualche centinaio di autonomi iscritti all’apposita sezione OCF, contro decine di migliaia di consulenti abilitati all’offerta fuori sede. È un modello giovane in Italia ma consolidato all’estero, in forte crescita anche da noi.
Il consulente indipendente può gestire direttamente i miei soldi?
No, ed è una tutela: il consulente autonomo per legge non custodisce né movimenta il patrimonio. Fornisce raccomandazioni; decidete ed eseguite voi (o autorizzate voi ogni singola operazione). Chi vi propone di “affidargli i soldi” non sta operando come consulente autonomo.
Queste informazioni hanno scopo educativo e carattere generale: non costituiscono consulenza personalizzata. La situazione di ognuno è diversa — per decisioni concrete, verificate sempre il vostro caso specifico con un professionista.