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Fiscalità sugli investimenti

In Italia gli investitori possono scegliere tra tre differenti regimi di tassazione: amministrato, gestito e dichiarativo.

Fisco & InvestimentiLettura 8 minAggiornato a luglio 2026

In sintesi

  • Non tutti i redditi finanziari sono uguali: regole e aliquote diverse per strumenti diversi.
  • La distinzione tra redditi di capitale e redditi diversi decide cosa si compensa e cosa no.
  • L'efficienza fiscale si costruisce nella struttura del portafoglio, non all'ultimo momento.

Definizioni

  • Plusvalenza (capital gain): la differenza positiva tra il prezzo di vendita/rimborso di uno strumento finanziario e il suo prezzo di acquisto/sottoscrizione.
  • Minusvalenza: la differenza negativa tra il prezzo di vendita/rimborso e il prezzo di acquisto/sottoscrizione.

Aliquota imposta sostitutiva

  • 12,5% per i titoli di Stato in euro.
  • 26% per conti correnti o conti deposito, obbligazioni, gestioni patrimoniali, azioni, fondi, ETF, ETP, certificati.

Redditi di capitale e redditi diversi

Nel regime fiscale italiano gli investimenti possono produrre due tipologie di redditi: redditi di capitale o redditi diversi. Questa distinzione è rilevante per la compensazione delle minusvalenze con le plusvalenze all’interno della stessa categoria di reddito.

  • Sono redditi di capitale gli interessi, i dividendi e la differenza, se positiva, derivante dalla vendita di fondi, SICAV ed ETF. I redditi di capitale non possono essere compensati con le minusvalenze.
  • Sono redditi diversi la differenza, positiva o negativa, derivante da cessione di titoli obbligazionari, azionari, ETC, certificati, derivati. Le minusvalenze possono essere compensate.

Regime amministrato

  • La tassazione è applicata per ogni singolo strumento nel momento in cui viene venduto (principio di cassa), come differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto.
  • Le plusvalenze sono tassate alla fonte al 26% (o al 12,5% per titoli pubblici italiani o di Stati esteri in white list).
  • L’imposta sostitutiva viene applicata sulle singole plusvalenze.
  • Le minusvalenze possono essere compensate con le plusvalenze, ma devono realizzarsi prima delle plusvalenze.
  • Le plusvalenze da vendita di fondi comuni o ETF non possono essere utilizzate in compensazione di minusvalenze.
  • L’intermediario opera come sostituto d’imposta.

Esempio

Ho comprato un’azione per 5.000€ e successivamente l’ho rivenduta a 4.000€, con una minusvalenza realizzata di 1.000€ (credito di imposta 260€ = 1.000 × 26%). Successivamente realizzo: 100€ di plusvalenza dalla vendita di un’azione, tassazione potenziale 26€ (100 × 26%) che posso compensare con il credito precedente; 100€ di plusvalenza dalla vendita di un titolo di Stato, tassazione potenziale 12,50€ (100 × 12,50%) che posso compensare; 100€ di plusvalenza dalla vendita di un fondo, tassazione 26€ (100 × 26%) che non può essere compensata con il credito precedente, perché non è reddito diverso ma reddito di capitale. Dopo queste operazioni il credito di imposta residuo sarà di 221,50€ (= 260 − 26 − 12,50) e avrò versato 26€ di imposte per la vendita del fondo.

Regime gestito

  • La tassazione si applica sul risultato netto di gestione alla fine del periodo di imposta (principio di competenza/maturazione), come differenza dell’andamento del portafoglio tra inizio e fine periodo, al netto di prelievi o apporti di capitale.
  • Tutte le plusvalenze e minusvalenze sono compensate tra di loro.
  • L’imposta sostitutiva non viene applicata sulle singole plusvalenze, ma al risultato della gestione.
  • Il risultato maturato, se positivo, è assoggettato all’imposta sostitutiva del 26%; se negativo, viene portato in diminuzione di quello positivo dei periodi successivi, ma non oltre il quarto anno.
  • L’intermediario opera come sostituto d’imposta.

Regime in dichiarazione

  • Le plusvalenze e minusvalenze vanno indicate nella dichiarazione dei redditi, tra i redditi di capitale o i redditi diversi.
  • I fondi e gli ETF non armonizzati (principalmente quelli non quotati in Italia o su mercati dell’area euro) rientrano nel regime dichiarativo.
  • Non c’è regime sostitutivo, ma sono tassati con regime ordinario progressivo dell’IRPEF.
  • Richiede l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi annuale.

Quale regime è meglio scegliere?

Non si può dare una risposta certa, perché dipende da diversi fattori anche soggettivi (se si hanno altri redditi da compensare), come il tipo di strumenti in cui si è investito, l’andamento del portafoglio, il turnover e l’intensità dei ribilanciamenti. In generale, con un’ottica di lungo periodo, un basso livello di turnover e investendo non solo in fondi o ETF, il regime migliore è quello amministrato, soprattutto perché posticipa la tassazione sulle plusvalenze, mantenendo più capitale investito. Si potrebbe obiettare che, nel regime amministrato, se il portafoglio è investito in fondi o ETF le minusvalenze non sono compensabili e possono essere perse: per questo è importante gestire anche il recupero delle minusvalenze investendo una parte del portafoglio in singoli titoli.

REDDITI DI CAPITALE cedole, dividendi, proventi dei fondi tassati quando incassati non compensabili con le minusvalenze REDDITI DIVERSI plusvalenze e minusvalenze da compravendita di titoli compensabili tra loro (entro 4 anni)
La distinzione che decide cosa si compensa e cosa no — e che molti scoprono solo a danno fatto.

In conclusione

La fiscalità non si recupera a dichiarazione: si progetta nella struttura del portafoglio — quali strumenti, in quale regime, con quale ordine di vendita. Conoscere la differenza tra redditi di capitale e redditi diversi, e usare bene minusvalenze e aliquote, vale spesso più di un punto di rendimento. Per le decisioni specifiche, il quadro va sempre chiuso con il commercialista.

Domande frequenti

Quante tasse pago se vendo un ETF in guadagno?

Il 26% sulla plusvalenza (la differenza tra prezzo di vendita e di acquisto), ridotto in proporzione all’eventuale quota di titoli di Stato contenuta nell’ETF. In regime amministrato fa tutto la banca.

Posso compensare la perdita su un fondo con il guadagno su un altro fondo?

No: i guadagni dei fondi ed ETF sono redditi di capitale e non possono assorbire minusvalenze. Per recuperare quelle perdite servono guadagni da azioni, obbligazioni, ETC o certificati.

Cos’è meglio: regime amministrato o dichiarativo?

Per la maggior parte degli investitori privati con banca italiana, l’amministrato: zero adempimenti. Il dichiarativo è la via per chi usa broker esteri — con l’onere della dichiarazione annuale.

Come vengono tassati i BTP?

Cedole e plusvalenze dei titoli di Stato italiani (e degli emittenti in white list) scontano il 12,5% invece del 26%. Sono inoltre esenti dall’imposta di successione: due ragioni della loro popolarità — da bilanciare sempre con le esigenze di diversificazione.

Se ho conti in più banche, le minusvalenze si compensano tra loro?

Non automaticamente: in regime amministrato ogni banca gestisce il proprio “zainetto”. Per compensare tra istituti diversi occorre chiedere la certificazione delle minus a una banca e trasferirla all’altra, oppure passare dal regime dichiarativo.

Riferimenti utili: Agenzia delle Entrate. Fonti e riferimenti utili: normativa vigente sull’imposta sostitutiva e sui redditi di natura finanziaria. Le aliquote possono variare: verificate sempre la normativa aggiornata. Queste informazioni hanno scopo educativo e carattere generale: non costituiscono consulenza personalizzata. La situazione di ognuno è diversa — per decisioni concrete, verificate sempre il vostro caso specifico con un professionista.

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