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Consulente indipendente, promotore o private banker, robo advisor: cosa cambia davvero

Tre modi di farsi seguire negli investimenti, tre modi diversi di essere pagati. Il confronto è su questo: chi paga chi, e cosa comporta per voi.

Consulenzadi Armando Cesa, Albo OCF n. 1145Lettura 9 minAggiornato al 23 settembre 2026
In breve
  • Il consulente autonomo è pagato solo dal cliente: per legge non riceve nulla dai prodotti.
  • Il promotore o private banker lavora per una banca o una rete ed è remunerato soprattutto attraverso i prodotti che colloca.
  • Il robo advisor è un servizio automatico: costi bassi e disciplina, ma nessuna persona che guarda l'insieme.

«Ho già il mio promotore», «mi segue il private banker», «uso un'app che investe per me», «mi hanno parlato di un indipendente». Sono tre figure diverse, e la differenza non sta nella bravura delle persone: sta in chi le paga. Da lì discende quasi tutto il resto.

I nomi, prima di tutto

La confusione comincia dalle parole. Dal 2016 il «promotore finanziario» non esiste più come nome: si chiama consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede. È la persona che lavora per una banca o una rete e vi propone i prodotti di quel gruppo. Il professionista indipendente si chiama invece consulente finanziario autonomo.

Il private banker è un nome commerciale, non una figura di legge: di solito è un consulente abilitato all'offerta fuori sede di una rete di private banking, oppure un dipendente della banca dedicato ai patrimoni più grandi. In entrambi i casi lavora per un intermediario e non è un consulente autonomo. Nel resto dell'articolo, «promotore o private banker» indica tutti i consulenti non autonomi.

Promotori e autonomi sono iscritti allo stesso albo, tenuto dall'OCF, ma in sezioni diverse: l'albo unico ne ha tre — abilitati all'offerta fuori sede, autonomi, società di consulenza finanziaria (art. 31, comma 4 del Testo Unico della Finanza; gli autonomi sono disciplinati dall'art. 18-bis). Quando qualcuno dice «sono iscritto all'albo», la domanda utile è: in quale sezione.

Il «robo advisor» non è una figura professionale: è un servizio digitale offerto da un intermediario autorizzato — una banca, una società di gestione, una SIM — che costruisce e gestisce un portafoglio in modo automatico, a partire da un questionario.

Il confronto, voce per voce

 Consulente autonomo (indipendente)Promotore o private banker (consulente non autonomo)Robo advisor
Chi lo pagaSolo il cliente, con una parcella concordataLa banca o la rete, in larga parte con le commissioni dei prodotti collocatiIl cliente, con una commissione sul patrimonio, più i costi degli strumenti
Può ricevere retrocessioni dai prodottiNo, per leggeSì, ed è il modo prevalente in cui è remuneratoDipende dal servizio: va letto nel documento informativo
Prodotti propriNessunoIn genere il catalogo del gruppo e degli accordi di collocamentoPortafogli preconfezionati, spesso in ETF
Dove sta il patrimonioNella banca che sceglie il clienteIn quella bancaSul conto aperto presso la piattaforma
Quanto è su misuraCostruito sulla situazione della singola famigliaDipende dal gestore e dai margini di manovra che haUno fra pochi profili standard
Chi vi rispondeSempre la stessa personaIl gestore assegnato, che può cambiareAssistenza clienti
Cosa succede se cambiate ideaSi chiude il mandato: i conti restano vostri, dove sonoSi cambia consulente o banca, spesso spostando i prodottiSi disinveste e si chiude il conto
Dove si vede quanto pagateIn fattura, in euroNel rendiconto costi e oneri annuale, dentro i prodottiNel foglio informativo del servizio, più i costi degli strumenti

Consulente autonomo (indipendente)

Chi lo paga
Solo il cliente, con una parcella concordata
Può ricevere retrocessioni dai prodotti
No, per legge
Prodotti propri
Nessuno
Dove sta il patrimonio
Nella banca che sceglie il cliente
Quanto è su misura
Costruito sulla situazione della singola famiglia
Chi vi risponde
Sempre la stessa persona
Cosa succede se cambiate idea
Si chiude il mandato: i conti restano vostri, dove sono
Dove si vede quanto pagate
In fattura, in euro

Promotore o private banker (consulente non autonomo)

Chi lo paga
La banca o la rete, in larga parte con le commissioni dei prodotti collocati
Può ricevere retrocessioni dai prodotti
Sì, ed è il modo prevalente in cui è remunerato
Prodotti propri
In genere il catalogo del gruppo e degli accordi di collocamento
Dove sta il patrimonio
In quella banca
Quanto è su misura
Dipende dal gestore e dai margini di manovra che ha
Chi vi risponde
Il gestore assegnato, che può cambiare
Cosa succede se cambiate idea
Si cambia consulente o banca, spesso spostando i prodotti
Dove si vede quanto pagate
Nel rendiconto costi e oneri annuale, dentro i prodotti

Robo advisor

Chi lo paga
Il cliente, con una commissione sul patrimonio, più i costi degli strumenti
Può ricevere retrocessioni dai prodotti
Dipende dal servizio: va letto nel documento informativo
Prodotti propri
Portafogli preconfezionati, spesso in ETF
Dove sta il patrimonio
Sul conto aperto presso la piattaforma
Quanto è su misura
Uno fra pochi profili standard
Chi vi risponde
Assistenza clienti
Cosa succede se cambiate idea
Si disinveste e si chiude il conto
Dove si vede quanto pagate
Nel foglio informativo del servizio, più i costi degli strumenti

Il confronto riguarda il modello di servizio e la remunerazione, non i risultati: quelli dipendono dai mercati e dal singolo portafoglio.

Perché «chi paga» cambia tutto

Se chi vi consiglia è pagato da chi produce i prodotti, il suo interesse e il vostro coincidono solo in parte. Non è una questione di onestà personale: è come è costruito il mestiere. Se invece è pagato solo da voi, l'unico modo che ha per essere pagato ancora l'anno prossimo è che voi siate soddisfatti.

Il punto si vede in un documento che ricevete già: il rendiconto costi e oneri. C'è una voce, «incentivi ricevuti da terzi», che dice quanto dei costi che avete pagato è tornato a chi vi ha proposto i prodotti. Come si legge, riga per riga →

Di chi avete bisogno, in base alla vostra situazione

La scelta non dipende da chi è più bravo, ma da cosa vi serve. Partite dalla vostra situazione.

Se la vostra situazione è questaCosa vi serve
Un patrimonio contenuto e un obiettivo semplice: mettere da parte con regolarità, a lungo termine.Un portafoglio semplice e a basso costo. Un servizio automatico può bastare: guardate prima di tutto il costo totale, strumenti compresi.
Avete già un promotore o un private banker e siete soddisfatti.Una verifica, non un cambio. Chiedete il rendiconto costi e confrontatelo con la nostra griglia: se il costo complessivo supera il 2,10% l'anno, conviene rivedere l'impostazione.
Il patrimonio è diviso fra più banche, oppure c'è un'azienda, ci sono immobili, un'eredità, una vendita.Qualcuno che guardi l'insieme e non abbia prodotti da vendervi. È il lavoro di un consulente autonomo: pagato solo da voi, con i conti che restano dove sono.
Avete ricevuto una proposta e non sapete se accettarla.Un secondo parere prima di firmare. Chiedete il costo totale annuo in euro e quanto va a chi ve la propone: se non arriva un numero scritto, non firmerei.

Il consulente autonomo non sostituisce la banca: la banca resta il posto dove stanno i conti, il consulente è chi vi dice cosa farne. Quando conviene un consulente autonomo →

Come verificare, in un minuto

  1. Cercate il nome sull'albo pubblico dell'OCF e guardate in quale sezione è iscritto.
  2. Chiedete: «lei riceve compensi dai prodotti che mi propone?». La risposta deve essere scritta, non a voce.
  3. Chiedete il costo totale annuo in euro di quello che vi state per prendere. Se non arriva un numero, è già una risposta. Le dieci domande da fare →

Domande frequenti

Il promotore finanziario esiste ancora?

Esiste il mestiere, non il nome: dal 2016 si chiama consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede. Lavora per una banca o una rete ed è remunerato attraverso i prodotti che colloca.

Il private banker è un consulente indipendente?

No. «Private banker» è un nome commerciale: di solito indica un consulente abilitato all'offerta fuori sede o un dipendente della banca dedicato ai patrimoni più grandi. Lavora per un intermediario, quindi non è un consulente autonomo.

Anche l'indipendente è iscritto all'albo?

Sì, allo stesso albo dell'OCF ma in una sezione diversa, quella dei consulenti finanziari autonomi. È una distinzione di legge, non un'etichetta commerciale.

Il consulente indipendente costa di più?

Costa in modo visibile: una parcella in euro, in fattura. Nell'altro modello il costo è dentro i prodotti e non compare in fattura. Il confronto corretto si fa sul totale: tutti i costi prima, tutti i costi dopo.

Un robo advisor può sostituire un consulente?

Per una situazione semplice può bastare. Non affronta fiscalità, passaggio generazionale, immobili, azienda: sono le cose che di solito pesano di più quando il patrimonio cresce.

Devo cambiare banca per farmi seguire da un indipendente?

No. Il patrimonio resta dove si trova, sul vostro conto. Cambia solo chi vi consiglia.

Riferimenti normativi: Testo Unico della Finanza (d.lgs. 58/1998), artt. 18-bis e 31; albo unico dei consulenti finanziari tenuto dall'OCF. Queste informazioni hanno scopo educativo e non costituiscono consulenza personalizzata.

Il primo passo

Mezz'ora, gratuita, senza impegno.

Portate il rendiconto costi della banca: vi diciamo quanto pagate davvero e se c'è qualcosa da sistemare. Se non c'è, ve lo diciamo lo stesso.

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